MASSARI

Il significato di massaro: non è altro che il mestiere di colui il quale, dietro retribuzione, trasporta la roba d'altri da luogo a luogo. Quando si parla di massaro con riferimento alla processione dei Misteri, egli non sta facendo altro che il proprio lavoro in quanto porta il «gruppo sacro» dietro corrispettivo pattuito con la categoria. Per quanto riguarda la Madonna in questione invece, appartenendo essa alla categoria proprio dei massari, lo fa gratuitamente, anzi contribuisce alle spese occorrenti per la processione.
II massaro, inoltre, non va confuso con lo scaricatore di porto, le cui mansioni sono circoscritte all'imbarco e allo sbarco di merci dalle navi; è questo un particolare che fa la differenza cui i massari, pur esistendo ormai una certa confusione di ruoli, tengono moltissimo, ieri molto più di oggi. E ieri quella dei massari era una categoria rispettabile e numerosa, e ancora sul significato del termine massaro vanno fatte altre puntualizzazioni derivanti più che altro dalla peculiarità del mestiere, per cui si diceva massaro la persona operosa, che si alza di buon mattino, chi è attivo, sollecito ma anche chi era addetto alle pulizie delle chiese; una serie di significati clic potrebbero esulare dal significato di massaro prima esposto almeno, in genere, nel resto della Sicilia, ma non a Trapani dove massaro è proprio il porta-roba cui vanno bene le caratteristiche menzionate.
II loro spirito di gruppo diede vita all'Unione Massari, erede della più antica Societas Bajolorun atta a svolgere servizi presso i bajoli o meglio, prefetti, (amministratori della giustizia civile): da qui nasce una certa ricercatezza e rispettabilità del massaro nonché quella sostanziale differenza con i portuali.
Di origini, quindi molto antiche. si ricordi che i bajoli si ebbero fin dalla dominazione dei normanni: si ebbe poi la trasformazione nell'Unione, praticamente una Corporazione. Caratteristica di queste era la presenza di un forte spirito religioso e la consequenziale fondazione di una congregazione per ciascuna di esse: così i massari fondarono quella di S. Cristoforo (notare l'affinità del santo che porta sulle spalle Gesù Bambino, nonché la religiosità che si ripete quasi con profondissime radici mitologiche legate al parallelismo col figlio di Giapeto e Climene: Atlante che sostenne il cielo sulle spalle).
La neo congrega ebbe la sua sede nella chiesa di S. Rocco; ecco perché i veri massari erano considerati quelli di S. Rocco, a parte le rilevanti proprietà che possedevano nel piano omonimo (piazza Lucadelli) in cui festeggiavano il loro protettore, usanza che continuò anche quando ottennero dalla baronessa Benedetta Saveria Staiti, l'officiatura della chiesa di S. Spirito (nella quale la relativa cappella di S. Cristoforo) ormai lasciata dalla Confraternita di S. Michele in quanto si è già al 1775. Ma il discorso sulla sede non può a questo punto essere conclusivo se non riallacciato con l'immagine della Pietà di cui ancora non vi è, alla data sopraindicata, alcuna notizia ufficiale; diciamo che abbiamo tralasciato l'effige dal momento in cui in qualche modo non è più nella cappella di «Nostra Signora del Monte Calvario».

Giovanni Cammareri
" La Settimana Santa nel trapanese - passato e presente " - Coppola Editore

 

 

 

 
 

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